Un piccolo riassunto della lunga e intensa vita del Maestro Chang Dsu Yao
Tante pagine sono state scritte sulla vita di questo importante Maestro arrivato in Italia nel 1974. Noi ne faremo un piccolo sunto perché non basterebbe un libro intero per descrivere quanto lui ha fatto nella sua vita. La sua conoscenza delle arti marziali era veramente molto ampia, a largo spettro, sia negli stili interni sia negli stili esterni.

Il Maestro nacque a Pei, un distretto della Cina del nord, nel 1918. Cominciò a studiare il Kung Fu (letteralmente: lavoro, esercizio eseguito con abilità) all’età di sei anni; cominciò studiando lo Shaolin Ch’uan (la Boxe della giovane foresta) e il Mei Hua Ch’uan (la boxe del fiore di prugno). Con lo stesso Maestro, Liu Pao Chun, intraprese lo studio del T’ai Chi Ch’uan all’età di dodici anni. A vent’anni cominciò a frequentare l’Accademia militare fino a raggiungere il grado di Colonnello.
Gli stili studiati dal Maestro Chang Dsu Yao in gioventù
Gli anni passati come militare gli diedero la possibilità di conoscere vari Maestri importanti. Da loro imparò altri quattro stili interni:
La boxe della forma e della mente, la boxe dei quattro punti cardinali, la boxe degli otto trigrammi e la boxe dei due poteri.
Fu un combattente dell’esercito nazionalista contro gli invasori giapponesi e poi contro l’esercito comunista di Mao. Con la salita al potere di Mao, nel 1949, il Maestro fuggì a Formosa, l’attuale Taiwan; l’isola, autodichiaratasi indipendente dalla Cina fu per lui un buon rifugio, lontano dalle rieducazioni comuniste del presidente Mao. Qui il Maestro Chang Dsu Yao potè continuare a studiare il Kung Fu e a insegnarlo. Insegnò all’università di Taipei e come istruttore capo di polizia.

Il viaggio in Italia
Nel 1974 arrivò in Italia per la prima volta e nel 1975 vi si trasferì definitivamente; cominciò insegnando a Bologna. Su invito di un suo allievo, il futuro Maestro Fassi Roberto, si spostò a Milano e aprì una sua scuola. Continuò per parecchi anni a insegnare fino alla sua morte, avvenuta durante un suo viaggio a Taiwan nel 1992.

Noi non abbiamo mai conosciuto personalmente il Maestro Chang Dsu Yao; questo riassunto della sua vita potrebbe sembrare un po’ asettico, con date e nomi di luoghi da lui visitati e vissuti.
Però possiamo dire che, leggendo varie cose su di lui, alcune frasi ci sono rimaste particolarmente impresse. Abbiamo così potuto capire quanto era importante, forte e grande l’amore, la passione che lui aveva verso l’arte marziale. E quanto grande potesse essere la sua modestia. Pur conoscendo perfettamente cinque stili interni e sette stili esterni (la boxe della mantide religiosa, la boxe dell’ubriaco, la boxe delle otto direzioni, la boxe del Maestro Hung, la boxe della famiglia Yueh e i due già citati più sopra, lo shaolin ch’uan e il mei hua ch’uan) scrisse:
“… in tutta la vita ho amato le arti marziali (…) desidero studiare la pratica del Mei Hua Ch’uan per tutta la vita.” Proprio quella piccola ma potente parola, studiare, fa capire quanto fosse importante per lui continuare ad apprendere. E questo dovrebbe essere da sprono a tutti quanti si avvicinano alle arti marziali: un continuo studiare, approfondire, perfezionare, far propria almeno una parte di questo ampio e incredibile mondo.
“Devi essere leggero come una foglia, ma anche pesante come il ferro, lento come un falco che plana e veloce come il vento.”
“… Kung-Fu che è vasto come l’oceano e sono necessari almeno dieci o quindici anni di pratica giornaliera per averne una discreta conoscenza.”
“… non siate mai violenti, non fate mai male a un avversario… Dovete avere un cuore pacifico come quello di Buddha.”


“Le seguenti regole sono importanti per la pratica: fissando le tecniche anche nella mente si ottiene una conoscenza unitaria e completa; praticando con il corpo le reazioni diventano naturali.”

“Siate leggeri e agili per poter variare le tecniche.”



Ping Ch’i, le armi, sono parte integrante dello studio del T’ai Chi Ch’uan. Assieme al pugno, rappresentante le tecniche di mano nuda, completano gli esercizi del T’ai Chi Ch’uan. Ad ognuno di essi è stato accoppiato uno dei cinque elementi. Al pugno, Ch’uan, è stata associata la terra, T’u. Le armi fondamentali sono:
Tao, la sciabola, associata a Chin, il metallo
Kun, il bastone lungo, associato a Mu, il legno
Ch’iang, la lancia, associata a Huo, il fuoco
Chien, la spada, associata a Shui, l’acqua
In queste fotografie il maestro Chang Dsu Yao esegue la forma di bastone. Subito sotto un suo scritto: T’ai Chi Kun




Una risposta a “Il Maestro Chang Dsu Yao”
Niente affatto asettico,arido o freddo questo scritto anzi,cercare di riassumere sintetizzando la vita di una eccellenza che tanto in vita ha dato e che ancora oggi appassiona migliaia di praticanti in tutto il mondo è un contributo alla memoria che solo dei veri appassionati della disciplina possono essere capaci di offrire.
Vorrei solo aggiungere un particolare a questo gradito elaborato, ricordando il nome completo del Maestro Chang che recita:
Chang Dsu Yao Stefano.
Il Maestro riposa nel cimitero cattolico T’ai Pei a San Hsia.
Saluti marziali