Ma come si scrive?


Come si scrive Taijiquan?

Ma come si scrive: T’ai Chi Ch’üan, Taijiquan, Tai Chi Chuan, Tai Chi…

Ma come si scrive e in quanti modi si può scrivere? E in quanti modi si può pronunciare quello che in italiano risulta essere “la boxe della suprema polarità” o “boxe del fatto supremo”? A volte troviamo scritto il nome della nostra disciplina in modi diversi. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

I caratteri che scrivono il nome di questa disciplina sono due:

  • quelli semplificati, usati attualmente nella Repubblica Popolare Cinese,
  • quelli non semplificati, quelli più antichi, utilizzati tutt’oggi a Hong Kong e a Taiwan. Questi ultimi sono quelli più complessi, un po’ più complicati.

La pronuncia

La pronuncia di questi caratteri, quindi sia i semplificati sia i non semplificati, è però identica, indipendentemente dal modo in cui si trascrive il suono attraverso la trascrizione fonetica. Ovvero: si può scegliere di scrivere il suono usando il Pinyin, che è la trascrizione fonetica attualmente usata ovunque, in tutto il mondo, e risulta Taijiquan. Oppure si può usare la trascrizione Wade-Giles che è quella del 1800 inventata da questi due signori, dove il suono viene trascritto T’ai Chi Ch’üan. Attualmente questa trascrizione è utilizzata rarissime volte, la si può trovare in alcuni libri un po’ vecchi.

Sia che venga utilizzato l’uno o l’altro, indipendentemente quindi dalla trascrizione fonetica, la pronuncia è identica. Il metodo Wade-Giles ormai non è più utilizzato. Il Pinyin è usato anche a Hong Kong e a Taiwan.

Ma come si scrive?

La nostra scelta di utilizzare i caratteri antichi e la trascrizione Wade-Giles, da qui lo scrivere “T’ai Chi Ch’üan”, deriva dal fatto che lo stile da noi praticato (stile Yang) è quello insegnato dal Maestro Chang Dsu Yao e nei suoi libri usava scrivere con il metodo non semplificato, usando poi la trascrizione in caratteri latini del Wade-Giles.

Lo Yin e lo Yang

Yin e Yang, la suprema polarità o il fatto supremo. Ma come si scrive?

Per semplicità molte volte si trova scritto solamente Tai Chi. Forse per essere più facilmente capiti, forse perché da bravi occidentali abbiamo fretta e preferiamo accorciare i tempi… fatto sta che la scritta, così da sola, starebbe solamente a indicare quello che è la suprema polarità, l’interazione e l’alternarsi dei due principi che, per il pensiero cinese, sono alla base dell’universo: lo yin e lo yang.


Una risposta a “Ma come si scrive?”

  1. L’articolo pone in evidenza l’importante aspetto calligrafico del T’ai Chi Ch’üan, riferito allo studio e alla perfetta realizzazione degli ideogrammi.
    Infatti, questa disciplina non può essere ridotta solo ad una ginnastica perchè permette di approfondire altri elementi che si trovano racchiusi nel concetto dei cinque (5) petali, il simbolo dello stile Mei Hua Chuan della scuola di Chang Dsu Yao, rappresentata dal fiore di prugno e per il quale ogni petalo, racchiude un aspetto che si fonde con la stessa disciplina. OLtre al già citato aspetto calligrafico i cinque petali esprimono: l’aspetto medico basato sui principi della medicina cinese, l’aspetto storico codificato nella tradizione di secoli di pratica, l’aspetto filosofico poggiato sul pensiero orientale e l’ aspetto marziale concatenato all’apprendimento di specifiche tecniche di combattimento. Ogni praticante può quindi avvicinarsi al T’ai Chi Ch’üan stimolato da molteplici interessi.

    Saluti marziali

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