In piena estate, la stagione collegata all’elemento fuoco ( 火 huǒ ), praticare T’ai Chi Ch’uan può diventare per alcune persone difficoltoso. Il caldo, la stanchezza, le zanzare che, fastidiose e dolorose, impediscono la concentrazione necessaria alla pratica. Ciononostante bastano delle piccole accortezze per poter continuare gli allenamenti anche in questa calda stagione.

Quindi cerchiamo di allenarci rimanendo all’ombra degli alberi, possibilmente al mattino presto oppure verso sera. Anche una buona scorta di acqua può essere utile per contrastare la forte sudorazione. Così potremo trovare sempre il piacere di praticare assieme, condividendo la passione che ci unisce, anche nel periodo più caldo. Allenandoci non solamente con il corpo ma anche con il cuore, con l’entusiasmo che possiamo provare ogni volta.
T’ai Chi Ch’uan e il fuoco- I cinque elementi

五行 Wuxing (Wu Hsing) i cinque elementi: per la filosofia cinese dall’interazione di Yin e Yang derivano cinque elementi. Non sono intesi tanto come sostanze originali quanto il trasformarsi della natura. Affinché ci sia un continuo mutamento, un generare e un distruggere. I cinque elementi sono: legno, fuoco, terra, metallo e acqua. Seguendo questo ordine il primo dà origine all’elemento che segue, mentre distrugge l’elemento subito dopo quello generato.
Nella teoria dei cinque elementi, o più appropriatamente “le cinque attività”, l’elemento fuoco è considerato il più Yang fra tutti e cinque. A questo elemento è associato il punto cardinale sud, il più caldo, e il colore rosso. L’associazione con le armi del T’ai Chi Ch’uan corrisponde alla lancia, con i suoi movimenti a spirale ed esplosivi. Proprio come può esserlo il fuoco quando divampa. Veloce, inarrestabile, potente.

L’elemento fuoco nella teoria di Wu Hsing produce la terra, come mutua creazione. Questo perché il consumarsi del fuoco genera la cenere usata da sempre come nutrimento per il terreno da coltivare. Il fuoco, per opposto, in quello che viene chiamata mutua distruzione fonde il metallo, distruggendolo. Ancora, e come sempre, l’alternarsi di Yin e Yang.

