
T’ai Chi Ch’uan e il Metallo: i Cinque elementi
T’ai Chi Ch’uan e il metallo. Per la filosofia cinese l’interazione di Yin e Yang genera cinque elementi. Non sono intesi tanto come sostanze originali quanto il trasformarsi della natura in un continuo mutamento, un generare e un distruggere. I cinque elementi sono: legno, fuoco, terra, metallo e acqua. Seguendo questo ordine il primo dà origine all’elemento che segue, mentre distrugge l’elemento subito dopo quello generato. Nella “Teoria dei cinque elementi” (五行 Wuxing o Wu Hsing)) la sciabola (Tao o Dao) è collegata all’elemento metallo. Nelle arti marziali cinesi l’elemento metallo è sia l’arma sia il coraggio delle persone. L’autunno è la stagione che viene unita a questo elemento, proprio il periodo in cui ci troviamo in questi giorni. Tanto può essere bella questa stagione, dai colori caldi che la natura ci regala in questo periodo dalle giornate ancora piacevolmente tiepide, tanto può essere bella la forma di sciabola.

La sciabola
La forma di sciabola nel T’ai Chi Ch’uan (Taijiquan) è chiamata T’ai Chi Tao Fa, proprio come il nome della nostra associazione sportiva dilettantistica. La scelta di questo nome è stata quasi obbligata perché tutti e tre siamo affascinati da questa forma. I suoi movimenti morbidi, rotondi che si rincorrono scivolando con continuità nel disegno dell’infinito. Le rotazioni con il continuo cambio di lato, una volta tagliente e una volta di dorso, accompagnate dal movimento plastico del polso. Il penetrare della punta, ruotata come a ricercare un minuscolo punto, perfetto nella sua circolarità.
L’alternarsi degli affondi e il ritrarsi subito dopo, Yang e Yin che si scambiano continuamente. O ruotando il corpo in un continuo rincorrere la lama che pare a volte sfuggire, a volte essere un proseguo della mano, del braccio. Fino ad arrivare al momento del salto, il corpo trasportato in un sottile vortice dove la lama taglia l’aria dal basso verso l’alto. Fino a fermarsi, solo per un attimo, accanto al fianco.
Per terminare con le rotazioni finali, disegnando l’infinito più e più volte con la lama, tutto attorno al corpo, un vorticare continuo che trascina il corpo con un ultima spinta fino al momento di quiete finale. La sciabola, appoggiata sul braccio sinistro, riposa.
Autunno sul monte Pizzocolo: un’ultima farfalla si scalda al basso sole accanto alle foglie cadute



Una risposta a “T’ai Chi Ch’uan e il metallo”
Dopo 2 anni e mezzo mi sento assolutamente una neofita del tai-chi, che sempre più mi affascina e mi incuriosisce. Non credo riuscirò a provare la sciabola, ma la descrizione di Mariangela mi fa desiderare di vivere abbastanza a lungo per arrivarci 🙂
I movimenti “morbidi e rotondi”, il segno dell’infinito, le rotazioni e la circolarità.. spero di riuscire a sperimentare anche questo aspetto del tai-chi, poesia del corpo e sapienza dello spirito.