Praticare all’aperto
Praticare T’ai Chi Ch’uan. Quanto può essere importante eseguire tutte le forme, o anche semplicemente gli esercizi di base, stando all’aperto, a contatto con la natura? Quanto può essere piacevole e stimolante praticare il T’ai Chi Ch’uan avendo la possibilità di avere un contatto diretto con la Terra, stando in un parco, sulla cima di una montagna, accanto ad un ruscello o in riva al lago?

Quante volte fermandoci a osservare un tramonto avremmo voluto, o potuto, lasciarci andare, così, semplicemente. Ed eseguire i lenti e morbidi movimenti del T’ai Chi Ch’uan seguendo il rumore del vento o ascoltando semplicemente il fluire del nostro respiro. Un tutt’uno con la natura, con la Terra. I suoi ritmi, il cambio delle stagioni, lo scorrere del tempo staccato dai ritmi quotidiani legati alle nostre innumerevoli attività.

Dopo la chiusura obbligata di tutti gli spazi chiusi destinati all’attività motoria e sportiva a causa del contagio da corona virus moltissime persone hanno potuto riscoprire il piacere di stare all’aperto. E a tutt’oggi sono molte le persone che preferiscono praticare all’aperto, così hanno potuto provare quanto sia importante il contatto con la Terra, con l’ambiente naturale che ci circonda. Con qualsiasi stagione e temperatura.

T’ai Chi Ch’uan e la Terra con la teoria dei cinque elementi
五行 Wuxing (Wu Hsing) i cinque elementi: per la filosofia cinese dall’interazione di Yin e Yang derivano cinque elementi. Non sono intesi tanto come sostanze originali quanto il trasformarsi della natura. Affinché ci sia un continuo mutamento, un generare e un distruggere. I cinque elementi sono: legno, fuoco, terra, metallo e acqua. Seguendo questo ordine il primo dà origine all’elemento che segue, mentre distrugge l’elemento subito dopo quello generato.
Nel T’ai Chi Ch’uan i cinque elementi sono stati associati, oltre che alle direzioni e alle parti del corpo, anche alle armi. Il legno al bastone, il metallo alla sciabola, il fuoco alla lancia, l’acqua alla spada. La Terra è associata al pugno ovvero alle tecniche a mano nuda.

Terra, da dove nascono tutti gli altri quattro elementi. La base. Per questo motivo le tecniche a mano nuda, collegate alla terra, vengono studiate prima di qualsiasi altra arma del TCC. Sono alla base dello studio e della preparazione di ogni praticante.


2 risposte a “T’ai Chi Ch’uan e la Terra”
Chiusi come siamo nelle nostre case e nei nostri luoghi di lavoro, e frettolosi nelle nostre giornate frenetiche, noi esseri umani “moderni” ci stiamo dimenticando che dipendiamo dalla terra, e stiamo anche perdendo l’abitudine di frequentarla.
Anche per questo mi piace tanto praticare il TCC all’aperto, al parchetto Jan Palach, in tutti i periodi dell’anno. Mi piace percepire, di settimana in settimana, il cambiarsi delle stagioni, vedere gli alberi trasformarsi, sentire il fresco diventare freddo e poi tornare a intiepidirsi, fino di nuovo al calore estivo. E prendermi il tempo per fare un bel profondo respiro. È un riavvicinamento alla terra, che si unisce al piacere di apprendere questa bellissima disciplina.
Dal Monte Pizzocolo 1581 ms.l.m.
Chissà perchè raggiunto un nuovo territorio si prova l’ intenso desiderio di imprimerlo nella mente improvvisando una qualsiasi forma di T’ai Chi Ch’Üan.
La fotografia della praticante sul monte, evidenzia un impulso al quale non è possibile resistere.
Pö alta l’è’na montagna, pö bèl l’èl panorama…Ènmaginif dal Paradis.